
Un piccolo comune immerso tra le colline del Meilogu, dove la storia millenaria si intreccia con una natura rigogliosa. Bonnanaro, con meno di mille abitanti, è un borgo raccolto e autentico, conosciuto come "il borgo delle ciliegie", grazie ai suoi paesaggi fertili ricchi di vigne e ciliegi che fioriscono con rara bellezza. Qui il tempo scorre con calma, avvolto da tradizioni autentiche e un’atmosfera genuina.
Ai piedi del Monte Arana, Bonnanaro è un paese del Logudoro-Meilogu noto soprattutto per le sue ciliegie, una varietà apprezzata in tutta l’isola e celebrata con una sagra nel mese di giugno che richiama migliaia di visitatori.
Il centro abitato si estende lungo il costone orientale di Monte Pelau, promontorio di origine vulcanica. Nel cuore del centro storico spicca la chiesa parrocchiale di San Giorgio, di impianto cinquecentesco, affiancata da un’alta torre campanaria.
Il paese vive anche del suo legame con la campagna: nelle aree rurali circostanti si producono vini di qualità e non mancano occasioni per scoprire il territorio con attività all’aria aperta.
Bonnanaro dà il nome anche a una cultura preistorica del secondo millennio a.C., le cui prime tracce furono rinvenute alla fine dell’Ottocento nella necropoli di Corona Moltana.
Il territorio conserva inoltre testimonianze di un insediamento romano nell’area archeologica di Sas Turres, dove si trova anche il nuraghe di Malis, nei pressi dell’omonima sorgente.
Sul piano culturale, Bonnanaro è legata anche alla figura di Giuseppe Raga, poeta vernacolare in lingua sarda logudorese, a cui è dedicato un concorso di poesia.
Nel centro storico: parrocchiale di impianto cinquecentesco, affiancata da un’alta torre campanaria.
Sorge sull’altura conica di Monte Arana, in posizione panoramica e dominante sul paese.
Chiesa campestre poco fuori dal paese: origini medievali, edificio attuale costruito nel 1682 dopo il crollo di una chiesa precedente (realizzata nel 1605 su iniziativa della nobile Idora de Canpu). Architettura semplice a navata unica, copertura lignea e abside voltata; facciata con portale decorato e finestra con rosette.
Tra i santuari campestri del territorio comunale, citato insieme a Santa Maria Iscalas.
Zona con evidenze di insediamento romano; qui si trova anche il nuraghe di Malis, vicino alla sorgente omonima.
Luogo chiave per la conoscenza della cultura di Bonnanaro, da cui furono rinvenute le prime tracce a fine Ottocento.
Fontana urbana di “architettura dignitosa”, costruita in conci isodomi.