
Un borgo ricco di storia antica e tradizioni vive, sospeso tra altipiani e pianure, dove la dimensione quotidiana si colora di memoria collettiva, sapori locali e paesaggi autentici.
Bonorva è uno dei centri più importanti e popolosi del territorio del Logudoro-Goceano, rinomato per le sue eccellenze gastronomiche, artigianali, naturalistiche e archeologiche.
L’ampio centro storico si sviluppa attorno alla piazza principale, sulla quale si affacciano il palazzo municipale e la chiesa parrocchiale della Natività di Maria.
Il paese è noto in tutta l’isola per lo Zichi, pane tipico a cui è dedicata una sagra, e per le acque minerali di Santa Lucia, celebrate ogni anno con una grande festa campestre il primo maggio nell’omonima piana.
La vocazione agropastorale garantisce la produzione di ottimi formaggi, mentre l’artigianato trova una delle sue massime espressioni nella produzione di arazzi e tappeti.
Bonorva è anche legata alla tradizione e alla cultura: ha dato i natali a due importanti poeti vernacolari, Paulicu Mossa e Pepe Sozu, e nella loro casa natale è stato allestito il museo “Poetas”.
Il territorio di Bonorva conserva testimonianze di grande rilievo: a poca distanza dal paese si trova il complesso di domus de janas di Sant’Andrea Priu, utilizzato nei secoli anche come ipogeo romano e successivamente come cappella religiosa. La necropoli, datata all’epoca prenuragica e nuragica, comprende circa 20 tombe scavate nella roccia; tra le più note sono citate la “Tomba del Capo” (con 18 vani e dettagli architettonici scolpiti), la “Tomba a capanna circolare” e la “Tomba a camera”.
La storia del comune si intreccia anche con quella della frazione di Rebeccu, borgo carico di tradizioni e leggende: secondo la narrazione locale, la “maledizione” della principessa Donoria avrebbe segnato il destino del paese. Rebeccu viene descritto come frazione di Bonorva che domina la piana di Santa Lucia, con radici romane e un ruolo medievale rilevante.
Esempio di architettura romanica sarda (seconda metĂ del XII secolo), costruita in calcare e basalto, con navata singola, campanile a vela e portale architravato; restaurata nel 1982 dopo demolizioni ottocentesche.
Fonte sacra nuragica nei pressi di Rebeccu: ingresso tramite atrio rettangolare con sedili in pietra; un’apertura conduce al vano circolare con vasca monolitica e copertura a tholos. Sul lastrone superiore è presente una croce latina incisa, aggiunta in epoca cristiana.
Sito archeologico con circa 20 tombe scavate nella roccia (epoca prenuragica e nuragica). Tra le piĂą rilevanti: Tomba del Capo (18 vani), Tomba a capanna circolare e Tomba a camera.
Borgo (frazione di Bonorva) che domina la piana di Santa Lucia, legato alla leggenda della principessa Donoria. Oggi è descritto come quasi disabitato, ma con case in pietra e viuzze che ne fanno una meta suggestiva per chi ama storia e tradizioni locali.