
Un borgo affacciato su un altopiano basaltico, con vedute spettacolari sul Logudoro e il Meilogu. Giave è il paese del “nuraghe più grande della Sardegna”, il Nuraghe Oes, e custode di un patrimonio archeologico che racconta oltre tremila anni di storia.
Giave è un piccolo centro del Meilogu che domina l’ampia vallata di Campu Giavesu, a ridosso della Valle dei Nuraghi e lungo alcune delle principali vie di comunicazione dell’isola. Il paese è identificato dalla sua “icona” naturale, la Pedra Mendalza, e offre scorci aperti e panorami di grande respiro.
Nel centro storico spicca la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, riconoscibile per il suo campanile cinquecentesco. A breve distanza si trova anche un teatro a cielo aperto che si affaccia su un paesaggio suggestivo. Il territorio è accogliente e attrezzato per chi visita: non mancano punti ristoro e strutture ricettive.
Fuori dall’abitato, tra campagne e percorsi, si incontrano elementi tipici della tradizione locale come le pinnetas, capanne realizzate interamente in pietra calcarea, e aree verdi come la pineta comunale, ideale per passeggiate.
Giave conserva tracce e testimonianze di lunga frequentazione del territorio. L’area è legata in modo particolare al patrimonio nuragico: il nuraghe Oes è uno dei complessi più rappresentativi e si nota chiaramente anche attraversando la zona in treno.
Accanto ai nuraghi, sono presenti importanti evidenze preistoriche come le domus de janas di Riu Mulinu, che arricchiscono il quadro archeologico del territorio.
La tradizione religiosa è raccontata dalle chiese e dai luoghi di devozione: oltre alla parrocchiale di Sant’Andrea, è segnalato il santuario dei Santi Cosimo e Damiano. Nella narrazione storica locale compare anche un riferimento di grande fascino: alcuni studiosi identificano Giave con la mitica città di Hafa, citata negli itinerari di epoca romana.
Piccola chiesa sulla sommità di una collina, circondata da un ampio sagrato in pietra e con vista su Giave e sul territorio. Edificata nel XIII secolo, presenta una facciata a capanna e un interno scandito in campate, con abside quadrangolare.
La parrocchiale del paese, in piazza Santa Caterina: costruita nel 1583 in stile gotico-catalano e ristrutturata nel 1788. All’interno ha navata centrale con cappelle laterali; il campanile ottagonale, tra i più alti del paese, ospita tre campane.
Edificio del 1671 in stile gotico-catalano, con una facciata caratterizzata dalla presenza di elementi classicheggianti.
Luogo di devozione molto sentito dalla comunità: il santuario dedicato ai Santi Cosimo e Damiano è indicato tra le mete religiose del paese.
Complesso nuragico costituito da una torre centrale e da un corpo aggiunto trasversale con due torri unite da una cortina e cortile intermedio. Sono visibili resti di strutture di un antemurale e la torre centrale risulta articolata su tre celle sovrapposte, con tracce delle antiche travature lignee.
Grande monolite basaltico legato a leggende locali, simbolo naturale del paese. È indicata come un’imponente roccia basaltica e, nel contesto dei crateri del Meilogu, come un monolite alto circa 100 metri, espressione di un’antica attività vulcanica.