✨ Pozzomaggiore, terra di storia e cavalli nel cuore del Meilogu

Un borgo che unisce tradizione agricola, storia millenaria e una passione equestre che ne ha fatto la “capitale del cavallo anglo-arabo sardo”. Pozzomaggiore è il paese natale della Beata Edvige Carboni e un luogo dove il passato e il presente convivono in armonia.

Il Borgo di Pozzomaggiore

Se in tutta la Sardegna il legame con il cavallo è profondamente radicato, a Pozzomaggiore questa passione assume un valore ancora più intenso. L’Ardia di San Costantino, che si svolge nel mese di luglio, rappresenta uno dei momenti più emblematici della vita della comunità: un evento in cui fede, tradizione e cultura equestre si fondono in una manifestazione di straordinaria partecipazione. Nel paese si tengono anche altre ardie in onore di San Giorgio, patrono, e di San Pietro.

Pozzomaggiore è l’unico centro dell’isola a ospitare un Museo del Cavallo e dispone inoltre di un importante centro ippico, dotato di maneggio coperto e di una moderna scuola di equitazione.

All’ingresso del paese accoglie i visitatori il nuraghe Alvu, noto per i suoi rari elementi decorativi bicromi, mentre all’interno dell’abitato si trova il complesso del nuraghe Cae. Lungo il Rio Mannu, a segnare il confine con la Planargia, si conserva l’antico ponte romano di Oinu.

La chiesa parrocchiale di San Giorgio custodisce le reliquie della beata Edvige Carboni ed è meta di continui pellegrinaggi. I visitatori possono usufruire di strutture ricettive e ristorative che valorizzano i sapori della tradizione locale, in particolare la rinomata produzione dolciaria.

L’artigianato del paese si distingue per la realizzazione di tappeti e arazzi tessuti a mano, oltre a pregevoli manufatti di coltelleria e liuteria.

Storia di Pozzomaggiore

Il territorio di Pozzomaggiore e del Meilogu è abitato fin dal Neolitico, come dimostrano menhir, dolmen e numerose domus de janas, utilizzate anche in epoche successive. Durante l’età nuragica l’area conobbe una forte densità insediativa, testimoniata da circa quaranta nuraghi nel solo territorio comunale e dalla presenza di tombe dei giganti; tra i più importanti si ricordano i nuraghi Cae, Ruggiu e Alvu.

Dell’epoca romana restano i resti del ponte di Oinu e dell’antica strada sul rio Mannu, che collegava l’altopiano di Campeda con l’antico centro di Gurulis Vetus (odierna Padria).

Nel Medioevo Pozzomaggiore, allora chiamato Pothumaiore, appartenne al giudicato di Torres e alla curatoria di Caputabbas. Ebbe un ruolo rilevante grazie alla presenza dei monaci e della famiglia Athen. Dopo la caduta del giudicato passò ai Doria e successivamente agli Aragonesi, diventando feudo nel XVI secolo, fino all’abolizione del sistema feudale nel 1839.

In età moderna il paese partecipò attivamente ai moti antifeudali del 1795 guidati da Giovanni Maria Angioy, schierandosi contro il potere dei feudatari.

Da Vedere a Pozzomaggiore

Chiesa di San Giorgio Martire

La chiesa di San Giorgio Martire, dedicata a Santu Giolzi, risale al XVI secolo ed è realizzata in stile tardo gotico. L’edificio segue i canoni gotico-catalani, con una navata unica articolata in cinque campate, la prima delle quali sovrastata dalla cantoria, con archi a sesto acuto poggianti su pilastri poligonali. Le volte sono a crociera costolonata e decorate con gemme, mentre le cappelle tra i contrafforti sono voltate a botte. La facciata, costruita con conci dorati di arenaria, presenta contrafforti diagonali raccordati da due volute, evidenziati dalla scalinata aggiunta successivamente. Sotto la cornice orizzontale, ornata da un tralcio di vite, si sviluppa un intreccio di archetti inflessi. In cima si trova la statua del santo con la spada sguainata, realizzata in pietra chiara, che contrasta con il drago scuro in trachite alla sua base. Il portale, tra sottili semicolonne e pinnacoli, è privo di architrave; quello scolpito, deteriorato, ricorda l’architettura gotica della chiesa di San Pietro a Bosa.

Chiesa di San Costantino

La chiesa di San Costantino (Santu Antine), edificata nel XX secolo, combina elementi liberty, neo-romanici e bizantini. Dedicata all’imperatore romano Costantino il Grande, venerato come santo in Sardegna, nel Tirolo, nel Sud Italia, in Toscana e dalla Chiesa ortodossa, fu costruita tra il 1920 e il 1923 in seguito a un voto dei reduci della Prima guerra mondiale. L’edificio è il fulcro del culto di San Costantino e dell’Ardia, che si celebra durante le feste del 6-7 luglio e del 31 agosto-1° settembre.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Santa Maria delle Grazie (Santa Maria de sas Grascias) è una chiesa campestre situata poco fuori dal centro abitato, a nord-ovest. Presenta elementi in stile gotico-aragonese, come il portale sul lato nord, e decorazioni rinascimentali che ne permettono la datazione al XVI secolo, probabilmente successiva alle chiese di Sant’Anna ad Alghero e della Madonna della Speranza a Poglina. Il nome attuale compare nei documenti verso la fine del XVIII secolo. La chiesa ha subito un restauro quasi completo nel 1980 e nel 2005 nei pressi è stata collocata una statua raffigurante la Vergine con il Bambino.

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