
Un piccolo centro del Logudoro, immerso nel verde delle colline del Meilogu, dove il tempo sembra essersi fermato. Semestene è un borgo agricolo che custodisce un patrimonio romanico di grande pregio, antiche tradizioni contadine e paesaggi che invitano alla contemplazione e alla lentezza.
A due passi dalla SS 131, nella fertile vallata di Costa de Addes, Semestene è uno dei paesi più piccoli del Meilogu e della Sardegna: un borgo raccolto, dall’atmosfera quasi fiabesca, che regala davvero la sensazione di un salto nel passato.
L’abitato si sviluppa attorno alla chiesa parrocchiale di San Giorgio, a pochi passi dalla casa municipale, tra murales che colorano le vie e viottoli del centro storico dove non è raro notare rilievi decorativi dal gusto spagnolo. In piazza IV Novembre, dell’antica chiesa di Santa Croce restano in piedi i graziosi portali gotico-catalani.
Accanto alla dimensione storica, il paese offre anche spazi per il tempo libero: poco fuori dall’abitato sono presenti impianti sportivi, un centro polivalente con piscina e un teatro a cielo aperto.
La storia di Semestene si legge nei suoi luoghi simbolo e nel territorio. La parrocchiale di San Giorgio ha origini antiche (XII secolo) e ha attraversato importanti interventi dal XVII secolo in poi, che ne hanno definito l’aspetto attuale, inclusi i lavori al sagrato e al campanile.
Poco distante dall’abitato, la valle costeggia l’insediamento medievale di Trullas, legato alla chiesa romanica di San Nicola di Trullas: l’area racconta una stratificazione affascinante, perché nel sito era presente una villa romana, trasformata in epoca medievale in monastero camaldolese, attorno al quale si sviluppò un borgo. La chiesa è documentata nelle fonti medievali e conserva, al suo interno, rari affreschi originari del XIII secolo, elemento di grande rilievo per il patrimonio artistico del territorio.
A completare il quadro, sul costone verso la Campeda svetta il nuraghe di Iscolca, inserito in un contesto paesaggistico di grande suggestione.
Chiesa di origine medievale (XII secolo), ristrutturata in epoca successiva. Presenta un’aula unica articolata in campate e cappelle laterali; la facciata, di impianto tardo-rinascimentale, conserva elementi manieristici e tardogotici, con un portale architravato riccamente lavorato.
Uno degli esempi più significativi del romanico sardo, in aperta campagna sull’altopiano di Campeda. È legata alla storia del monastero camaldolese sorto sull’area di una precedente villa romana. L’aula mononavata è voltata a crociera e l’interno conserva preziosi affreschi del XIII secolo; ad agosto si celebra la festa di San Nicola con processione e festeggiamenti.
Altri punti di interesse (nel borgo e nel territorio):
i portali gotico-catalani dell’antica chiesa di Santa Croce (piazza IV Novembre)
il nuraghe di Iscolca e i paesaggi verso la Campeda
il centro polivalente con piscina e il teatro a cielo aperto
i murales lungo le vie del paese