✨ Cheremule, il paese delle domus de janas nel Meilogu

Un piccolo borgo immerso tra colline e tradizioni, dove l’arte incontra la storia e la Sardegna più autentica si racconta con semplicità e calore.

Il Borgo di Cheremule

Cheremule si trova sul costone orientale del Monte Cuccuruddu, in una posizione panoramica immersa in una vegetazione rigogliosa. Il paese si raccoglie attorno alla chiesa tardogotica di San Gabriele Arcangelo e il suo centro storico conserva un’atmosfera autentica, “d’altri tempi”.

Dal promontorio di origine vulcanica si estrae una pietra lavica simile alla pomice, utilizzata come materiale da coibentazione in edilizia. Sopra l’abitato, una pineta ospita percorsi per il trekking e aree attrezzate per il picnic. Tra gli ambienti naturali più suggestivi è citato anche il bosco di Su Tippiri, oasi di protezione faunistica dove lecci e roverelle si intrecciano con una fitta macchia mediterranea.

Storia di Cheremule

Il territorio di Cheremule è ricco di testimonianze antiche. Tra le domus de janas spicca il grande complesso di Museddu, noto per i celebri petroglifi: misteriose raffigurazioni antropomorfe incise nella roccia.

Di particolare rilievo è anche il ritrovamento, nell’area, dei resti di un ominide vissuto circa 300.000 anni fa, indicato come una scoperta di grande importanza.

Da Vedere a Cheremule

Chiesa di San Gabriele Arcangelo

Edificata nel XVI secolo in stile gotico-aragonese, presenta una navata unica con piccole cappelle laterali. Il presbiterio è caratterizzato da volte a crociera e ospita un altare ligneo barocco finemente intagliato.

Parco dei Petroglifi

Il Parco si estende nell’areale di Museddu, Tennero e Mattarigotza: in totale sono state individuate 37 tombe ipogeiche (domus de janas), organizzate in tre necropoli, ciascuna con una tomba monumentale.
Le sepolture risalgono al Neolitico recente e furono riutilizzate durante l’Eneolitico; in questo periodo, nella Tomba Branca, si ritiene siano stati incisi i petroglifi legati al sacro. L’area mostra anche riusi in età storica: impianti di vinificazione di epoca tardo-romana, tracce di estrazione di blocchi e trasformazioni in età vandalica e bizantina, quando la Tomba della Cava venne adattata a cappella funeraria.

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