Il Borgo di Thiesi
Thiesi è il paese natale del pittore Aligi Sassu, al quale è dedicato un museo che ospita una ricca raccolta di opere originali, tra cui spicca la monumentale pittura murale della sala conferenze, ispirata ai motti rivoluzionari della tradizione sarda. Non a caso il centro abitato fu uno dei protagonisti dell’insurrezione antifeudale della fine del XVIII secolo.
La forte vocazione imprenditoriale ha reso Thiesi un punto di riferimento nel settore lattiero-caseario, con produzioni esportate in tutto il mondo. Accanto a questa eccellenza, è in costante crescita anche la produzione di pasta artigianale, ottenuta da farine di alta qualità.
Nei pressi del municipio si possono visitare un’antica torre adibita a carcere e numerose domus de janas situate nel quartiere di Rochitas, area su cui si sviluppò il primo nucleo del paese. Da alcuni anni Rochitas dà anche il nome a una manifestazione molto partecipata ispirata al modello delle cortes apertas.
La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Vittoria, è un esempio di gotico catalano, ma la ricorrenza religiosa più sentita è quella della Madonna di Seunis, dal cui sagrato si apre un suggestivo panorama. Il paesaggio circostante è caratterizzato da profonde gole ricoperte da boschi secolari, attraversate da corsi d’acqua che confluiscono nel rio Bidighinzu, ambiente ideale per la nidificazione delle aquile.
Il territorio conserva importanti testimonianze archeologiche, tra cui la domus de janas di Mandra Antine, celebre per le sue decorazioni policrome, il protonuraghe a corridoio di Fronte Mola, unico nel suo genere per la pianta rettangolare, la grotta di Sa Corona nel Monte Majore e il complesso megalitico di Monte Mesu.
Storia di Thiesi
Il territorio di Thiesi è abitato fin dalla preistoria, come dimostrano le domus de janas e i nuraghi presenti nell’area. In epoca medievale appartenne al giudicato di Torres e alla curatoria di Meiulocu; dopo la caduta del giudicato passò ai Doria, ai Malaspina e al giudicato di Arborea, fino alla conquista aragonese avvenuta intorno alla metà del XIV secolo. Nel 1636 il paese entrò a far parte del marchesato di Montemaggiore, feudo della famiglia Manca.
Alla fine del Settecento Thiesi fu uno dei principali centri del movimento antifeudale sardo ispirato da Giovanni Maria Angioy. Il rifiuto di pagare i tributi e i patti antifeudali stipulati con numerosi villaggi portarono a una dura repressione. Il 6 ottobre 1800 una spedizione punitiva, composta da truppe regolari e banditi arruolati, assalì il paese: lo scontro fu violento, il centro abitato venne saccheggiato e incendiato, con numerose vittime, feriti e arresti. Alcuni rivoltosi furono giustiziati o condannati ai lavori forzati.
Con l’abolizione del feudalesimo nel 1839, Thiesi riscattò il feudo dai Manca e divenne un comune autonomo, amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.
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Da Vedere a Thiesi
Chiesa di Santa Vittoria
Nel centro di Thiesi sorge la parrocchiale di Santa Vittoria, edificata all’inizio del Cinquecento in stile gotico aragonese. La dedicazione alla santa sarebbe legata alla celebrazione della vittoria degli Spagnoli sui Sardi e la costruzione fu probabilmente commissionata dalla famiglia Manca dopo l’ottenimento del feudo. La facciata, dalla caratteristica forma cuspidata, è racchiusa tra un contrafforte e il campanile a base quadrata; la cornice è decorata da un sottile tralcio ondulato, mentre il portale ad arco a tutto sesto presenta motivi a fogliami e fioroni. Al di sopra, un architrave scolpito con edicolette raffigura Cristo e vari santi, tra cui la Vergine e San Giacomo. Il grande rosone centrale è impreziosito da un delicato traforo a tondi e petali. L’interno alterna elementi rinascimentali e gotici, con cappelle caratterizzate da archi a tutto sesto e cupolette ottagonali; nel presbiterio si conserva una grande pala raffigurante Santa Vittoria, opera di Giovan Battista Orta da Taranto.
Santuario della Madonna di Seunis
Il santuario settecentesco della Madonna di Seunis sorge su un suggestivo piazzale panoramico che domina la vallata sottostante e la piana del Bidighinzu. Si ritiene che l’edificio abbia origini più antiche, con un primo impianto riconducibile a una chiesa romanica dei secoli XI-XII, successivamente ampliata e modificata nel corso del tempo. La facciata è caratterizzata da un portale rettangolare sormontato da una bifora con colonnina centrale e si conclude con una cornice ondulata, affiancata da due paraste angolari. L’interno, a navata unica con abside, è articolato in cinque campate scandite da arconi a tutto sesto poggianti su pilastri addossati, con una lavorazione a punta di diamante nel terzo arco. Ogni anno, l’8 e il 9 settembre, si svolge la festa più importante del paese in onore della Madonna di Seunis, venerata da tutta la popolazione del Mejlogu. La tradizione racconta che l’immagine della Vergine fu rinvenuta da un contadino ed è oggi custodita sull’altare maggiore del santuario.
Chiesa campestre di Santu Juanne – San Giovanni
La chiesa di San Giovanni a Thiesi è attestata come luogo di culto cristiano a partire dal XVII secolo, ma l’analisi dell’edificio suggerisce un’origine più antica. La struttura primitiva potrebbe comprendere le due campate anteriori, probabilmente coperte da una struttura lignea. L’ipotesi di una preesistenza è avvalorata dalla presenza di un arco ogivale gotico in facciata e di un’acquasantiera murata sotto una finestra. Una porta laterale del Seicento presenta un architrave decorato con un arco inflesso, una croce trilobata e un cerchio con una figura di gallina. Il santuario presenta una pianta ad aula con navata unica e abside, è dotato di un campaniletto a vela e di una copertura a volta a botte.
Chiesa di Santa Croce (Thiesi)
Situata nella centrale via Roma, la chiesa fu in passato sede della Confraternita della Santa Croce e risale probabilmente alla prima metà del Seicento. La facciata, in stile rinascimentale, è caratterizzata da un portone timpanato sormontato da una finestra rettangolare, mentre all’apice del tetto si distingue una croce lobata decorata con rosette e volute. All’interno si conservano alcune opere di particolare rilievo, tra cui il pregevole pulpito ligneo poggiante su mensoloni decorati, l’altare ligneo dedicato a San Narciso e la statua del Cristo Crocifisso, utilizzata nei riti della Settimana Santa. Questi elementi, insieme alla sobria eleganza dell’edificio, rendono la chiesa un significativo esempio di architettura e arte religiosa di età barocca.
Torre prigione
Il complesso della torre-prigione si sviluppò attraverso una serie di interventi avviati tra il XV e il XVI secolo e conclusi nei primi anni del XIX secolo. Dopo la conquista aragonese, il territorio di Thiesi, appartenente al Marchesato di Montemaggiore, fu concesso ai fratelli Manca, che edificarono una torre circolare a difesa del lato orientale del paese e dell’unico accesso, costituito da una ripida scalinata proveniente dalla chiesetta di San Giovanni. Nel XVII secolo, con il mutare delle concezioni urbanistiche, la torre perse la funzione difensiva e fu probabilmente trasformata in prigione; a questa fase risale l’assetto attuale, con l’aggiunta di ambienti anteriori, tra cui una stanza coperta da volta a botte destinata ai carcerieri. Nei primi decenni del XIX secolo, infine, lo Stato sabaudo istituì a Thiesi la Pretura Mandamentale con annessa prigione zonale, apportando ulteriori modifiche per adeguare la struttura a carcere di massima sicurezza.