l Borgo di Torralba
Torralba è celebre per ospitare la reggia nuragica di Santu Antine, considerata uno dei capolavori assoluti dell’architettura della civiltà nuragica. Il complesso archeologico si inserisce nel cuore della Valle dei Nuraghi, un territorio ricco di torri megalitiche, tombe di giganti e dolmen, straordinarie testimonianze di un passato di grande splendore. Il sito richiama ogni anno, in tutte le stagioni, migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Il paese sorge in un contesto di colline prevalentemente di origine vulcanica, attraversate dall’antico asse viario che collegava Porto Torres a Cagliari, percorrendo l’intera isola. Lungo l’arteria principale si trova il Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu, che conserva reperti archeologici appartenenti a diverse epoche storiche.
Il centro abitato si sviluppa attorno alla chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, edificata nel 1615 in stile gotico-rinascimentale. Nel territorio rurale circostante sono inoltre presenti numerose chiese campestri, dedicate a Sant’Antonio, a Nostra Signora di Cabu Abbas e allo Spirito Santo.
Storia di Torralba
Il territorio di Torralba è abitato fin dal Neolitico, come dimostrano le numerose domus de janas presenti sotto l’altopiano di San Pietro di Sorres. Il periodo di massimo splendore storico fu però l’età nuragica, testimoniata da oltre trenta nuraghi e più di dieci tombe dei giganti, tra cui spiccano il nuraghe Ruju e soprattutto il complesso di Santu Antine, uno dei più grandi e meglio conservati della Sardegna, con una torre centrale alta 17 metri.
Il paese è menzionato per la prima volta in documenti dell’XI secolo e nel Medioevo fece parte della curatoria del Meilogu nel Giudicato di Torres, sviluppandosi attorno alla chiesa di Santa Maria. Dopo la caduta del giudicato passò ai Doria; nel 1347 nei suoi territori si combatté la battaglia di Aidu de Turdu. In seguito alla guerra sardo-catalana, intorno al 1410, Torralba entrò definitivamente sotto il dominio aragonese.
Durante il periodo aragonese e spagnolo divenne feudo: nel 1627 fu elevato a contea e nel 1635 a marchesato. In epoca sabauda entrò nel Marchesato di Valdecalzana e, con l’abolizione del feudalesimo nel 1839, Torralba fu riscattata e divenne un comune autonomo amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.
Da Vedere a Torralba
Chiesa di San Pietro
La chiesa parrocchiale, situata alla periferia del paese, fu edificata nel 1616 su un’area dove sorgeva una chiesa preesistente, della quale rimangono tracce come l’antico altare. L’edificio presenta una navata unica suddivisa in campate coperte da volte a crociera con gemma pendula, dalle quali si aprono le cappelle laterali e la cappella presbiteriale. L’impianto originario richiama lo stile tardo-gotico, mentre alcune cappelle laterali e la cappella presbiteriale, coperte da volte a botte, testimoniano interventi successivi. Nel presbiterio è collocata una grande macchina d’altare in legno dipinto e dorato, articolata in tre specchi con cimata apicale, che ospita le sculture lignee di San Giuseppe, San Pietro e San Sebastiano. La facciata, racchiusa tra due contrafforti angolari, si conclude con una cornice a spioventi; sopra il portale, decorato con rosette e timpano, si apre un grande oculo.
Chiesa di Sant’Antonio
La chiesa campestre sorge ai piedi del monte Mura, nel territorio comunale di Torralba, in prossimità dei resti di un antico tempio che condivide la stessa dedicazione. Costruita nella prima metà del Seicento, presenta un impianto a croce latina con navata unica, transetto e cappella presbiteriale, nella quale si conserva un pregiato altare ligneo dorato risalente al XVIII secolo. Gli esterni sono realizzati con conci di pietra irregolari e i lati lunghi dell’edificio sono rinforzati da contrafforti. La facciata, semplice e lineare, è coronata da un campanile a vela e presenta una finestra quadrangolare, mentre il portale d’ingresso è sormontato da un timpano. La festa dedicata al santo si svolge il 17 gennaio ed è caratterizzata dall’accensione di un grande falò nella sera della vigilia.
Chiesa di Santa Croce
La chiesa risale ai secoli XVI-XVII, mentre la sagrestia e il campanile furono aggiunti in epoca successiva. La facciata, orientata a nord, presenta un portale semplice con architrave, sormontato da un arco di scarico e, più in alto, tre stemmi. Due di questi risultano di difficile identificazione, poiché non è noto a quale famiglia nobile appartenessero né il motivo della loro presenza sulla facciata; nel timbro centrale si distingue una croce con l’iscrizione I.N.R.I.
Chiesa di Nostra Signora di Cabu Abbas
La chiesa di Nostra Signora di Cabu Abbas sorge nel territorio di Torralba, a circa cinque chilometri dal centro abitato, su un pianoro affacciato sulla Valle dei Nuraghi, in direzione del complesso nuragico di Santu Antine. La sua costruzione risale ai secoli XII e XIII ed è realizzata in stile romanico-pisano, con blocchi calcarei ben squadrati e inserti di trachite. In passato la chiesa fu residenza dei monaci di Montecassino. La facciata è scandita da quattro lesene e archetti trilobati e presenta un semplice portale architravato; elemento distintivo è una scultura antropomorfa di difficile interpretazione, che potrebbe raffigurare una divinità paleocristiana. Il santuario è stato restaurato nel 1971 e ospita ogni anno, l’8 settembre, la celebrazione religiosa in onore di Maria Bambina.
Nuraghe Santu Antine
Il Nuraghe Santu Antine di Torralba, datato al XV secolo a.C., è il fulcro monumentale della Valle dei Nuraghi e rappresenta la più alta espressione dell’architettura nuragica per imponenza e raffinatezza costruttiva. Caposaldo dell’intero sistema insediativo dell’area, domina il territorio con la sua struttura monumentale. Ai suoi piedi si estende un villaggio nuragico, solo parzialmente riportato alla luce, le cui capanne furono ristrutturate in età romana a partire dal II secolo a.C.; dopo un breve abbandono nella metà del I secolo a.C., sul lato sud del villaggio venne edificata una villa rustica.
La ricostruzione virtuale del complesso mostra una pianta a triangolo equilatero, con la torre centrale, il Mastio, posta al centro e originariamente alta oltre 25 metri. Ai vertici si ergono tre torri laterali, equidistanti tra loro di circa 42 metri, mentre la muratura a filari orizzontali conferisce all’edificio un profilo curvilineo. All’interno si sviluppano lunghi corridoi, scale elicoidali, ambienti superiori, pozzi e silos; l’equilibrio geometrico e la regolarità delle misure suggeriscono un progetto unitario, concepito per creare ampi spazi interni.
Nuraghe Longu
Il nuraghe Longu sorge a circa 200 metri dal nuraghe Culzu, in un’area pianeggiante attraversata dal Riu Pudidu. La torre raggiunge un’altezza di 8,10 metri rispetto al piano di campagna attuale, ma la posizione dell’ingresso suggerisce che in origine fosse interrata di circa un metro. L’edificio ha un diametro di 11 metri ed è costruito con filari di conci in pietra basaltica. L’ingresso, di forma trapezoidale, è largo al massimo 80 cm, si trova a 1,05 metri di altezza dal suolo ed è orientato a sud; è sormontato da un architrave subrettangolare largo 1,45 metri e profondo 90 cm.
Nuraghe Ruju
Il Nuraghe Ruju è uno dei numerosi nuraghi della Valle dei Nuraghi e si configura come un nuraghe complesso, con una torre centrale affiancata frontalmente da due torri laterali collegate da cortine murarie. Non ancora indagato stratigraficamente, è databile tra il Bronzo Medio e Finale (1600-1000 a.C.). Costruito in trachite, conserva intatti i due piani della torre centrale, oggi accessibile tramite una scalinata che conduce al finestrone superiore. All’interno sono presenti due nicchie e un corridoio con accesso alle rampe che portano al terrazzo e alla camera inferiore, in parte interrata. Il cortile antistante, attualmente crollato e interrato, conserva resti di corridoi che collegavano le torri tra loro e con l’esterno. La torre destra mantiene parte della cella, mentre la torre centrale raggiunge un’altezza attuale di 10,80 metri, probabilmente superiore ai 12,50 metri in origine. Il sito, meno noto rispetto al vicino Santu Antine, è immerso nel verde ed è attraversato dal Riu Mannu.
Tomba di giganti “Sa Pedra Longa”
La Tomba di Giganti Sa Pedra Longa si trova nel territorio di Torralba, a circa 100 metri a nord-est della strada comunale che collega il paese con Bonorva e Foresta Burgos, nei pressi del km 5,3; il Rio Mannu scorre circa 70 metri più a nord, tra i nuraghi Lendine e Tulis Alto. Il monumento, segnalato da Antonio Taramelli nella Carta Archeologica del 1940, si presenta oggi in cattivo stato di conservazione: sono visibili solo parte dell’esedra con la stele centinata e un breve tratto del corridoio funerario, emerso a seguito di scavi clandestini. Il corpo tombale, orientato lungo l’asse est-ovest, misura circa 15 metri di lunghezza e raggiunge un’altezza massima di appena 60 cm. L’esedra, parzialmente leggibile, è composta da nove lastre ortostatiche, alcune ancora in situ, altre ribaltate. Di particolare interesse è una lastra semicircolare alta 1,20 metri, interpretata forse come un betilo. Al centro dell’esedra si innalza la stele monolitica in basalto, alta 3,25 metri, dotata di un portello d’accesso visibile all’interno del corridoio funerario.